Inaugurazione del padiglione italiano a Expo 2020

Il viaggio del padiglione italiano verso Expo 2020 inizia con tre barche, simbolo di una cultura mediterranea condivisa, che arriveranno a Dubai e saranno convertite nel tetto del padiglione per la durata dell’evento. 

 

Il padiglione si fonda sul concetto di economia circolare e propone un’idea di architettura sostenibile e riconfigurabile. Oltre alle barche, materiali di riuso come le bucce delle arance, i fondi di caffè, i funghi e la plastica recuperata dall’oceano saranno integrati nella struttura.

Il progetto esplora l’idea della “bellezza che connette le persone” – tema della partecipazione dell’Italia a Expo 2020 – per raccontare le tradizioni e l’innovazione italiana, che hanno ispirato e nutrito interazioni, l’ingegnosità e l’arte. 

 

Team

Un progetto di CRA-Carlo Ratti Associati e Italo Rota Building Office con

F&M Ingegneria e matteogatto&associati

 

"L’architettura è un processo, e deve essere in grado di promuovere un dibattito collettivo. Anche per questo siamo tutti grandi sostenitori dell’idea di "critical design" di Anthony Dunne e Fiona Raby."

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Citazioni

"Ci è piaciuta l'idea di un padiglione che si trasformasse continuamente in diverse forme. Abbiamo perseguito un tipo di architettura che potrebbe essere riconfigurata sia a lungo termine - grazie alla sua circolarità - sia a breve termine - grazie alle tecnologie digitali"

Carlo Ratti

 

“Il padiglione è di natura circolare. Nulla va sprecato; al contrario, lo rivendichiamo e reimmaginiamo il suo scopo. Il mare entrerà figurativamente nella struttura attraverso uno dei suoi organismi viventi, le alghe, che verranno utilizzate per produrre energia e cibo"

Italo Rota

 

Materiali stampa

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